Isolanti: la barriera contro lo spreco

Emissioni di anidride carbonica e sprechi di energia per climatizzare le case sono le principali conseguenze di un tipo di edilizia non più sostenibile.

Per limitare gli sprechi, il primo passo è pensare all’involucro dell’edificio;

l’obiettivo è quello di intervenire sulle superfici disperdenti, per migliorare il comfort indoor, attraverso un progetto che comprenda l’uso dei corretti materiali isolanti.

«Lo strumento principe per comprendere come intervenire – spiega l’architetto Alessandra Cara, esperta in efficienza energetica dei condomini -, è la diagnosi energetica, ovvero una valutazione dello stabile, elaborata da un tecnico, per evidenziare le criticità della struttura e individuare dove mettere mano, per migliorarne le prestazioni».

Coibentare le pareti con un sistema a cappotto, è il modo migliore per ottenere un risultato uniforme. «Attenzione anche alla scelta dei materiali – spiega l’architetto Tiziana Monterisi -, in caso di ristrutturazione il consiglio è di scegliere un prodotto compatibile con la muratura e privilegiare isolanti naturali, prodotti da una filiera controllata – conclude -, come i pannelli a base di scarti alimentari, ecologici e traspiranti, per escludere la formazione di condensa, principale causa di muffe».

Foto di copertina

I pannelli in lana di roccia Rockwool, impiegati per riqualificare la casa e ridurne l’impatto energetico, conferiscono all’ambiente il giusto comfort acustico e termico, proteggono dal fuoco e rallentano il propagarsi di eventuali fiamme, prevengono le muffe.

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Il sistema termoisolante per facciate ventilate Isotec Parete di Brianza Plastica garantisce un elevato risultato in termini di isolamento termico e acustico e assicura un’estetica ricercata ed elegante. In foto, rivestito con lastre di travertino.

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