Alle radici del parquet

Proviene da foreste antiche. Dagli stessi boschi da cui per secoli la popolazione ha preso legna da
ardere, o necessaria a costruire case e barche. La quercia toscana ha una storia lunga.

Molto utilizzata in passato, è andata incontro a un periodo di svalutazione con l’introduzione di nuove fonti energetiche e di prodotti sostitutivi. Noi abbiamo scelto di rivalutarla. Acquistiamo i tronchi e ci occupiamo della loro lavorazione fin dall’inizio, a partire dalla coltivazione stessa del bosco.

È ciò che ci racconta Maro Cristiani, titolare dell’omonima azienda. In questo modo, l’azienda dà nuovo valore al legno e incentiva la cura del terreno.

Una foresta abbandonata, infatti, rischia di ammalarsi, con alberi caduti e non controllati. Mentre, se ben mantenuta, è meno confusionaria, sana ed è meno esposta al rischio di incendi.

Dopo aver recuperato i tronchi, li inviamo alla segheria più vicina, così da garantire una lavorazione veramente a chilometro zero. Il legno viene fatto essiccare con metodi diversi, dal sottovuoto all’evaporazione. Grazie alle operazioni effettuate da artigiani su piccole quantità, possiamo offrire al cliente un prodotto realizzato su misura e lavorato con tecniche completamente naturali.

Nel catalogo Maro Cristiani sono presenti anche acacia, cipresso e ciliegio selvatico, ma il materiale principe resta il legno di quercia.
Il possente albero toscano cresce sul territorio in grandi quantità e ha un’aspettativa di vita media di 120 anni. Trascorso questo periodo, il tronco si buca dall’interno fino a cadere. Il taglio di queste piante, dunque, ha un impatto ambientale minore rispetto alla caduta naturale de pianta.

Ogni giorno, la guardia forestale è incaricata di segnalare la singola quercia che deve essere tagliata. Valuta lo stato dei tronchi e stabilisce quali potrebbero essere a rischio in caso di ventoo pioggia con la consulenza del dottore forestale, il direttore dei lavori nominato dal proprietario terreno. Al momento stiamo lavorando con l’antichissima Tenuta di Ghizzano, di proprietà, dal 1300, della famiglia Pesciolini. In questo territorio, i boschi intorno alle vigne sono stati coltivati per essere meno vulnerabili agli incendi e proteggere le viti dal fuoco. Questi tronchi oggi sono stati rivalutati come materia prima per un parquet naturale e resistentissimo, permettendo una durata secolare. Questo è l’obiettivo che ci siamo prefissati: riconoscere le origini di un albero e valorizzarle. Prenderci cura della pianta da quanto è solo un esile filo d’erba e rispettare il suo prezioso valore.

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