Economia Circolare: dall’Europa nuove norme per la differenziata e il riciclo

«Il Parlamento Europeo a larghissima maggioranza dice sì all’economia circolare. Finisce un lavoro di tre anni ma soprattutto inizia per l’Europa una sfida. Fare dei rifiuti non più un costo per i cittadini ma un valore per l’economia è possibile». Così l’eurodeputata Simona Bonafè, relatrice alla seduta plenaria del 18 aprile a Bruxelles, ha commentato l’approvazione definitiva del pacchetto sull’economia circolare.

Le nuove norme, studiate per promuovere lo sviluppo dell’economia circolare in tutti i Paesi dell’Unione, prevedono in sintesi un incremento della raccolta differenziata urbana e una conseguente drastica riduzione dei rifiuti in discarica, che entro il 2035 non dovranno superare il 10% del totale. I dati Eurostat, ad oggi, indicano che in tutta l’Unione Europea circa il 25% dei rifiuti urbani trattati viene interrato: in Italia la percentuale è del 28%, ma in alcuni paesi dell’Europa dell’Est si supera il 70%.

Secondo la nuova normativa, il riciclo dei rifiuti solidi urbani dovrà arrivare al 65% del totale entro il 2035. Per gli imballaggi, invece, si prevedono target del 65% al 2025 e del 70% al 2030. Inoltre dal 2023 sarà resa obbligatoria in tutta l’Ue la raccolta differenziata dei rifiuti organici da avviare al compostaggio, mentre a partire dal 2025 si dovranno differenziare anche i tessili e i rifiuti domestici pericolosi, come vernici, oli, solventi e pesticidi.

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