Vivere lo spirito equestre a Winchester

Era aprile del 1946, quando Lovely Cottage, il cavallo vincitore della gara più importante d’Inghilterra, la Grand National, tornò nelle sue stalle, nel piccolo villaggio di Headbourne Worthy, e venne accolto come un eroe nazionale. Proprio questo stabile è stato per anni, nel secondo dopoguerra, un luogo dell’eccellenza legato agli sport equestri e il fatto che fosse rimasto abbandonato a sé ha rappresentato, per gli appassionati, uno scandalo inaccettabile a cui hanno finalmente posto fine gli architetti dell’AR Design Studio, di Winchester.

Proprio loro hanno dato nuova vita all’involucro edilizio, trasformandolo in una residenza di ultima generazione senza però tradire l’identità originaria della struttura. La scansione della superficie, in pianta, è rimasta esattamente nella disposizione originale: la successione delle stalle è ora occupata dal susseguirsi degli ambienti della zona notte e della zona giorno. La sezione sinistra dell’involucro è occupata dalle tre camere da letto, di cui due con servizi privati, e, dopo la cucina centrale, si accede allo spazio living e al lounge.

Gli elementi tipologici della stalla sono rimasti inalterati, alcuni cancelli interni sono rimasti anche in questa versione aggiornata della struttura, e le pareti divisorie sono ancora quelle che dividevano il box di un cavallo da quello di un altro. Un altro dettaglio: gli abbeveratoi dei cavalli sono stati completamente ripristinati e trasformati in lavabi del bagno e i ganci a cui si legavano sono ora diventati gli anelli per appoggiare gli asciugamani.

Il completo rifacimento degli impianti, della copertura e la sostituzione integrale degli infissi, oltre alla scelta di finiture efficienti, ha fatto in modo che la ristrutturazione dell’edificio lo trasformasse in un esempio di architettura contemporanea dominata dalla volontà di contenere i consumi. Il riscaldamento è a pannelli radianti e ogni soluzione impiantistica e strutturale punta al risparmio energetico.

L’intero involucro ospita uno strato di isolamento di forte spessore che ha permesso di rispettare la struttura originale dei primi del ‘900 e aggiornarne le performance. Come finitura, sempre per rispettare l’identità del luogo, per i pavimenti è stato scelto il cemento lucidato sia per la zona giorno che per la zona notte; i bagni sono rivestiti con piastrelle di grès di grande formato.
Il lighting design ha privilegiato l’inserimento di faretti e corpi illuminanti di piccole dimensioni per non invadere la struttura e, ad ogni modo, gli spazi interni usufruiscono di generosa luce naturale rendendo gli ambienti piacevoli e confortevoli.

di Antonia Solari
Foto di Martin Gardner