Vivere in un fienile: una scelta naturale

Si tratta di un’abitazione unifamiliare su un lotto dall’orografia vincolante con un dislivello, dalla quota di ingresso al confine verso la valle, che supera i 7,50 metri. L’esposizione del lotto e le pendenze hanno determinato lo sviluppo dell’edificio in lunghezza, su un unico piano e lo snodo in tre sezioni, diversamente inclinate, rispettose delle quote esistenti del terreno con lievi modificazioni nella parte centrale del lotto. Le tre sezioni si compenetrano variando la propria larghezza: da quella a nord-ovest, che occupa il patio di ingresso, a quella centrale con la cucina, un bagno, una camera e la sala da pranzo, fino alla parte finale a sud-est, dove si trova la camera padronale con il bagno di servizio e il salotto rivolti a valle e verso le alberature.

Una struttura caratteristica

Caratteristica saliente è la divisione della sagoma in due parti uguali, tagliata in corrispondenza del colmo, che coinvolge tutta la lunghezza della casa rilegando verso monte le parti di servizio e a valle un unico ambiente che sintetizza e funge da spazio privato e spazio comune oltre che da volume a “serra”. Le porzioni vetrate collocate a sud-ovest consentono, infatti, di far penetrare calore soprattutto nei mesi invernali più freddi. Nei mesi estivi l’oscuramento è ottenuto da scorrevoli esterni in assi di larice che completano anche la copertura e gli altri prospetti.

Un fienile da abitare

La residenza, la cui struttura e le cui finiture sono interamente realizzate in legno lamellare X-LAM, consuma meno di 10 Kwh/m2a, risultando, quindi, a basso impatto ambientale sia dal punto di vista del consumo energetico che delle immissioni nocive dei prodotti di scarto. L’apporto solare derivante dalle grandi superfici vetrate rivolte a sud è sufficiente al fabbisogno calorico dell’intero edifico che con l’ausilio di un sistema di VMC con recuperatore di calore non necessita di alcun tipo di impianto tradizionale di riscaldamento o raffrescamento. E’ stato installato un serbatoio di 10 mila litri per la raccolta dell’acqua piovana che verrà utilizzata per irrigare il prato (lasciato a “pascolo”) e per l’acqua sanitaria.