Trucioli d’oro grazie al recupero

L’Italia è leader in Europa per il riciclo degli imballaggi, e seconda, a livello europeo, per lo specifico dei rifiuti di legno: basta questa informazione per capire che si tratta di cifre rilevanti. Il recupero del legno avviene attraverso un percorso consolidato da quasi 18 anni: per organizzarlo in maniera capillare sul territorio nazionale, garantendo che i rifiuti legnosi non vadano dispersi e sostenendo economicamente il sistema, Rilegno firma convenzioni con Comuni e gestori dei servizi di igiene urbana. Ecco qualche dettaglio sul Consorzio, attraverso la voce del suo Presidente, Fausto Crema.

Ci illustra le ultime iniziative del consorzio per recuperare il legno?

Il Consorzio Rilegno nasce sulla scorta del Decreto Ronchi (22/1997), ora ricompreso nel Testo Unico ambientale 152/2006, che impone ai produttori di imballaggi di preoccuparsi, sulla base dei due concetti di “responsabilità condivisa” e “chi inquina paga” del destino dei loro prodotti, una volta esaurito il compito per cui sono nati. Il che significa che per legge, dal 1998, noi operiamo per garantire che i rifiuti di legno prodotti dai cittadini, ma anche dalle aziende, vengano correttamente avviate a recupero. Tutta la nostra attività è volta al recupero dei rifiuti di legno. Per coinvolgere il maggior numero di utenti possibile nel virtuoso compito del rispetto dell’ambiente e dell’avvio a recupero dei rifiuti, Rilegno ha messo in piedi negli anni diverse attività di sensibilizzazione e comunicazione, anche in collaborazione con i gestori di igiene ambientale.

In queste iniziative è possibile coinvolgere anche il mondo del design?

In alcune di queste certamente sì. Penso al concorso “Legno d’Ingegno”, che per tre bienni ha promosso la creazione di oggetti di design da realizzare con legno recuperato o riciclato e che è stato un forte aggancio con il mondo del design. Oggi invece c’è, per il grande pubblico, il progetto Legnoerilegno (www.legnoerilegno.org), di sensibilizzazione ai riusi creativi e al riciclo industriale attraverso la condivisione di fotografie su internet e tre laboratori dedicati proprio alla scoperta dell’imballaggio e del suo riciclo.

In questi ultimi anni, secondo lei, è cresciuta la sensibilità ambientale degli italiani?

Trovo che ormai da anni ci sia una sensibilità diffusa, a livello ambientale, sull’importanza del non sprecare le risorse – rifiuti. Il legno è, in effetti, nell’ottica della prevenzione e del rispetto dell’ambiente, una materia prima preziosa, naturale, rinnovabile, biodegradabile: è l’unica materia prima per imballaggi esistente in natura.

Quali sono i numeri del riciclo del consorzio?

Ecco qualche dato: quasi 5 mila Comuni convenzionati, pari ad oltre 43 milioni di cittadini serviti. Nel 2014 le raccolte differenziate urbane hanno garantito la valorizzazione di circa 500 mila tonnellate di rifiuti di legno, una media nazionale di12 kgpro capite; e complessivamente nel 2014 sono andate a riciclo oltre 1 milione e mezzo di tonnellate di materiale, e valorizzate quasi 1milione 650mila tonnellate di rifiuti di legno.

Si potrebbe riempire 20 volte il Colosseo, con tutti questi rifiuti!

Cosa può fare il singolo cittadino per attivarsi per il recupero dei rifiuti di legno?

La raccolta differenziata dei rifiuti di legno avviene ai centri di raccolta: i cittadini possono concordare il ritiro dei rifiuti ingombranti, oppure possono consegnare i loro rifiuti (piccoli e grandi) presso il centro di raccolta negli orari di apertura. In molte zone d’Italia si possono anche differenziare i tappi di sughero, altra materia nobile che ha un destino di ‘seconda vita’ soprattutto nella bioedilizia.