Seguire il corso della natura

Progettata dallo studio sudafricano Van Der Merwe Miszewski Architects Pty Ltd, Mountain House è una residenza situata in una zona pianeggiante nel sobborgo di Oranjezicht, a Cape Town, in Sud Africa, ai piedi del massiccio della Table Mountain che ospita l’omonimo parco nazionale. Un paesaggio che conserva marcati tratti di integrità naturale, nel quale inserire una costruzione residenziale ha rappresentato un inevitabile confronto con il mantenimento di tale integrità.

Il progetto ha realizzato un edificio per una famiglia di quattro persone, amanti della vita all’aria aperta, dotato di originali caratteristiche formali e progettuali, che nel 2011 ha ottenuto il premio Fulton assegnatogli dalla Concrete Society Of South Africa per l’interpretazione originale di un materiale come il cemento, in questo caso utilizzato per il tetto. Mountain House quindi è collocata in un contesto naturale importante che ha condizionato e suggerito le soluzioni formali adottate dai progettisti. Per minimizzare l’impatto ambientale della costruzione sul paesaggio naturale esistente, l’architettura ha previsto la composizione di cinque sezioni che sono altrettante porzioni costruite, adagiate sul terreno in pendenza di cui seguono i dislivelli, come foglie scivolate dalla montagna.

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Questi diversi padiglioni sono in sintonia con il paesaggio, e in qualche modo gli appartengono, anche grazie all’uso e al trattamento dei materiali scelti. Spazi abitabili sono stati creati utilizzando l’antica tecnica costruttiva della tradizione locale che prevede di inserire porzioni in pietra, creando muri di sostegno, terrazzamenti e piattaforme. I colori di questi muri di pietra sono simili a quelli delle scoscese scogliere di Table Mountain che si vedono sullo sfondo e la loro presenza connette profondamente il progetto al contesto naturale. Il tetto ondulato è come un segmento di superficie del terreno sollevato da terra, in corrispondenza degli spazi abitabili e delle terrazze. Le curvature del tetto in cemento prendono spunto dalla natura curva della scogliera della Table Mountain, che si affaccia sullo sfondo, e dalla pendenza che sagoma il sito. Il tetto, dunque, simula la curva della montagna e la natura del terreno. Il vetro è utilizzato per racchiudere questi oggetti architettonici e creare spazi abitabili in un contesto ambientale che il progetto cerca di rispettare al massimo.

Il tetto raccoglie  la pioggia

Il tetto in cemento, che definisce in modo così particolare l’estetica dell’edificio, racchiude anche una componente tecnica essenziale: prevede infatti un ingegnoso sistema di drenaggio delle acque piovane. Contiene una grondaia integrata nascosta, che segue la curvatura del tetto, con sbocchi nei punti più bassi. Questi scarichi a loro volta convogliano l’acqua verso serbatoi di stoccaggio. L’acqua serve anche alla piscina bio esterna di cui la casa è dotata, profonda oltre 2 metri, realizzata con un rivestimento di pietra lavica, per la cui pulizia non vengono utilizzate sostanze chimiche ma che viene purificata dalla presenza di piante acquatiche che ne mantengono inalterata la purezza. La presenza dell’acqua caratterizza anche l’atrio, che ospita una vasca-piscina della profondità di 1,20 m, anch’essa rivestita in pietra.

Legno e pietra

Il progetto punta su una serie di materiali limitata ma molto efficace, soprattutto grazie alla loro profonda sintonia con il territorio. La pietra costituisce la muratura, il rivestimento dei pavimenti esterni ed interni è in lastre di granito Silver Gray, un materiale importato dall’India. Nella cucina al piano rialzato, sono state utilizzate larghe lastre di granito indiano lavorate da artigiani locali. Per gli esterni il rivestimento delle pareti è in una pietra locale estratta durante le operazioni di scavo che hanno preceduto la costruzione dell’edificio. La presenza di alcuni grandi alberi nel giardino della casa che sono stati rigorosamente salvaguardati, prelude ad un altro dei materiali principali della costruzione: il legno. L’80% dei frangisole esterni sono realizzati in merbau (in certi casi tinto con ossido di ferro) e alcuni in teak, due specie legnose caratterizzate da un’ottima resistenza agli agenti esterni. Il deck della piscina all’aperto e quello della vasca coperta sono in listoni di legno merbau e ipè (un’altra specie legnosa molto resistente e durevole in esterni), mentre il rivestimento curvo del soffitto dell’atrio è in legno di cedro. I rivestimenti dei pavimenti in questa zona sono in quarzite Hymalayana Bianca.

Risparmiare energia

In linea con la progettazione ecosostenibile, gli architetti dello studio Van Der Merwe Miszewski hanno dotato l’edificio di alcuni impianti avanzati, in grado di incidere notevolmente sui consumi energetici dell’abitazione. Tutti gli apparecchi illuminanti sono a basso consumo, il riscaldamento è a pavimento radiante; per la produzione di acqua calda, per il riscaldamento a pavimento e quello della piscina è stata installata una pompa di calore.

Glamour e funzionalità

Gli ambienti sono spaziosi ma allo stesso tempo conservano una nota di calda intimità. Personalizzati dalla presenza di alcuni pezzi della collezione dei proprietari, come il rivestimento del camino del soggiorno, I vari dipinti che campeggiano sulle pareti candide del living e della sala da pranzo, gli interni evidenziano una tranquilla funzionalità. La cucina è disegnata su misura, gli arredi si rifanno perlopiù ad uno stile contemporaneo con qualche tocco sorprendente come il tavolo rustico da pranzo in legno grezzo accostato alle sedie trasparenti.

di Paola Pianzola