Riqualificazione: dialogo tra epoche

Riqualificazione: dialogo tra epoche

Questo progetto di riqualificazione di un mulino collocato nella pianura friulana, all’interno del Parco Naturale del Cormor ed eseguito dall’architetto Aldo Peressa rappresenta un esempio emblematico di come si dovrebbe procedere quando ci si accinge a riqualificare un’architettura plurisecolare, che ha registrato fisicamente nel tempo, con le sue trasformazioni, l’evolversi dei modi produttivi e dell’abitare, la sua stessa consistenza materiale e costruttiva. L’architettura rispecchia l’epoca alla quale appartiene ma nello stesso tempo si connette con l’esistente non per mimesi bensì con un proprio, autonomo linguaggio. La corte del mulino presenta tre volumi uniti tra loro attraverso una pianta a C.

Il volume più antico e rappresentativo, in quanto cuore del progetto originario, databile nel ‘500, è stato restaurato con un metodo conservativo e ha mantenuto in facciata il rivestimento in sasso fluviale tipico della zona friulana. Il secondo volume adiacente, che dal punto di vista prospettico è il fulcro della pianta, presenta, invece, nella corte interna una porzione di facciata terra-cielo rivestita in listelli di larice che dà vitalità alla cadenza prospettica dei diversi edifici e ne definisce il ruolo nel contesto storico. Ma vi è un ulteriore edificio nel progetto che caratterizza fortemente l’intervento e completa la pianta a C, con un involucro in chiara antitesi rispetto agli altri edifici presenti nella corte.

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Se negli antichi manufatti il rivestimento è rappresentato da materiali tipici della cultura locale quali sasso di fiume e intonaco al grezzo, in questa nuova struttura, rivisitata e volutamente moderna, si distinguono i pilastri in acciaio e le velette in larice, accompagnate da ampie aperture vetrate trasparenti. Qui l’architettura permette di eliminare il confine tra interno ed esterno, per ritrovare il rapporto con la natura e la storia del territorio, rinunciando alla propria materialità per mostrare le viscere del progetto. Le aperture vetrate Schüco ASS 50 per le intrinseche peculiarità di dimensioni e per le marcate caratteristiche di design, ridefiniscono il volume che caratterizza tutto il complesso al suo interno e nonostante l’uso di pareti vetrate di ampie dimensioni, garantiscono un alto grado di efficienza energetica, senza rinunciare al comfort abitativo.

La versatilità della componentistica Schüco ha permesso che il sistema di vetratura non fosse sottoposto a vincoli formali che potessero in qualche modo inficiare concetti compositivi dal delicato equilibrio. L’innesto tecnologico avviene così in modo discreto e la composizione nel proprio insieme rimane su un piano tradizionale, rinunciando a parlare la lingua delle tecnologia, pur comprendendola perfettamente. I sistemi Schüco ASS 50 sono stati scrupolosamente progettati, realizzati e installati dalla ditta Lomi di Campodarsego (PD).

di Martina Servillo
foto di Andrea Pugiotto