Riciclare con l’incentivo

Fra gli obiettivi più ambiziosi dell’Unione Europea, rientra senz’altro la riduzione dei rifiuti. Ancora oggi, infatti, nonostante il problema sia in agenda da diversi anni, migliaia di tonnellate di spazzatura finiscono in discarica e solo una minima parte è destinata al riciclo e quindi al riutilizzo.

Per questo, nei mesi scorsi, la Commissione di Bruxelles ha adottato un nuovo pacchetto di misure per favorire l’economia circolare e la crescita sostenibile, attraverso la riduzione degli sprechi e un utilizzo più intelligente delle risorse. Così, entro il 2030, gli stati membri si sono posti l’obiettivo di riciclare il 65% dei rifiuti urbani, il 75% di quelli d’imballaggio e ridurre al massimo al 10% il collocamento dei rifiuti in discarica.

Tecnologia e incentivo

Per raggiungere questi traguardi è indispensabile ricorrere alla tecnologia, ad esempio quella utilizzata per la costruzione dei riciclatori incentivanti o, come li chiamano gli addetti ai lavori, gli “eco-compattatori”, macchine intelligenti che, a differenza delle classiche “campane”, riconoscono il rifiuto conferito, lo schiacciano e – questa è la vera novità – restituiscono in cambio all’utente virtuoso un premio, solitamente un buono spesa da utilizzare negli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa.

Sempre più diffuso

Si tratta di un sistema in rapida diffusione. Solo in Italia, da nord a sud, gli eco-compattatori installati sono più di 1.500 e il numero è destinato a crescere.

«Esistono una cinquantina di modelli di riciclatori – spiega Carlo Alberto Baesso, amministratore delegato di Eurven, società del gruppo Euromeccanica Spa, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi per la riduzione dei rifiuti – ciascuno dei quali pensato per trattare ogni tipo di rifiuto, compresi toner della stampante, capsule del caffè, olio. Le macchine sono tutte Made in Italy, incluse le parti elettroniche, realizzate dalla società Volpato. Le ultime, addirittura, sono state costruite con lo stesso materiale che riciclano, ad esempio la plastica o l’alluminio».

La prima macchina, battezzata “Greeny”, è stata installata nel 2009 in un supermercato di Milano: con il tempo si è diffusa in tutto il mondo. Questi sistemi possono essere acquistati a un prezzo che varia, a seconda del modello, dai 3.500 a 15mila euro, oppure noleggiati con un canone mensile d’affitto di circa 100 euro e uno sgravio fiscale del 100%.

«Oltre a realizzare macchinari in grado di accumulare fino a 3 tonnellate al mese di materiale – spiega Baesso – pensiamo a mettere in contatto il nostro cliente con le aziende che nel territorio si occupano del riciclo. In questi anni abbiamo constatato come il fatto di investire sui riciclatori abbia un ritorno notevole in termini di immagine. La gente è attratta dall’incentivo, s’impegna nel riciclo perché in cambio riceve premi che sono reali».

Una scelta vincente

Solitamente l’ecobonus consiste in un buono spesa, ma c’è anche chi ricarica la scheda carburante o chi mette in palio viaggi attraverso estrazioni a sorte o chi prevede un pagamento.

Uno degli ultimi progetti Eurven riguarda il recupero dell’olio da cucina che, se smaltito in modo errato, può provocare seri danni all’ambiente. I riciclatori pensati ad hoc, grazie alla loro elevata tecnologia, sono in grado di riconoscere l’olio esausto e separarlo da sostanze diverse; quindi, una volta raccolto, questo prezioso liquido può essere utilizzato per produrre biodisel o altri prodotti.

Per informazioni: www.eurven.com