Orto sul tetto a Torino

Un orto sul tetto per fare bene all’ambiente, per abbellire e riqualificare un edificio, per produrre, direttamente in loco, ortaggi a chilometro zero. Ma non solo. Un orto sul tetto anche per creare nuove occasioni di socialità in un quartiere.

Un contesto storico

Ci troviamo in una zona periferica di Torino, a Casa Ozanam: un palazzo anni Trenta, pregevole esempio di architettura razionalista, oggi in degrado, un passato complesso alle spalle, prima impiegato come fonderia e poi come foresteria della Fiat.

Qui, da qualche anno, su concessione del Comune, hanno trovato casa una serie di realtà eterogenee fra loro, tra cui la cooperativa Meeting Service, impegnata nel supporto ai minori in difficoltà e ai disabili e che, grazie all’operato di undici soci, buona parte dei quali svantaggiati, gestisce self service, bar, mense, servizi catering e il ristorante F onderie Ozanam.

Nasce l’orto sul tetto

In questo contesto e proprio sul tetto piano di una delle due maniche del palazzo, in corrispondenza del ristorante e dove oggi c’è una antiestetica e anonima colata di catrame, sta nascendo uno dei primi esempi di giardino pensile con coltivazioni orticole, progetto pilota dell’associazione Orti Alti.

L’idea nasce dal preciso intento di creare inclusione sociale, nell’era della diffidenza e della separazione.

Un progetto che sogna il collettivo

L’ortoalto, infatti, ha l’ambizione di diventare collettivo: un punto d’incontro tra le diverse anime che popolano l’edificio e, più in generale, il quartiere. Una moderna agorà, dove “fare cultura”, organizzare dibattiti e momenti di ascolto. Un luogo in cui andare a scuola, imparando a coltivare e a gestire il proprio piccolo pezzo di terra. Iniziative che saranno aperte a tutti i residenti della zona e che saranno gestite (almeno nella prima fase) da Orti Alti.

Oltre all’aspetto sociale, l’orto pensile, che si svilupperà su una superficie di 200 metri quadrati, sarà il primo importante tassello di riqualificazione del complesso e, nello stesso tempo, assicurerà al ristorante un’ampia e variegata produzione casalinga di vegetali freschi.

Stratigrafia tecnologica

L’intervento – il cantiere è in corso – è concentrato sulla porzione centrale della manica, non richiede interventi sul filo dell’edificio e lascia margini per i camminamenti. È realizzato “a secco”, senza cioè bucare la guaina esistente.

L’ortoalto è realizzato con una stratigrafia tecnologica per il verde pensile (certificata Uni Iso 11235), piuttosto semplice da posare, che garantisce benefici quali la riduzione dell’isola di calore e delle emissioni di CO2, il controllo dei consumi (il risparmio atteso si aggira intorno al 10 -30%), il rispetto delle biodiversità, l’efficientamento dell’edificio, l’assorbimento delle acque piovane, superiore al 35%, e la diminuzione dell’inquinamento acustico.

Molti collaborano

In questo progetto Orti Alti ha coinvolto diversi soggetti: dall’impresa sociale di giardinieri Agridea, a cui è stata affidata la realizzazione dell’orto, per un’ulteriore importante occasione di specializzazione, all’azienda Harpo, che fornisce la tecnologia per il verde pensile, fino a Fondazione Magnetto e Unipol, sostenitori del progetto.

Per informazioni:

www.meeting-service.it

www.ortialti.com

 

 

 

 

A cura di Stefano Bosco