Giocare in casa

“S e P (sono le iniziali dei genitori) e i loro due gemelli di otto anni ci hanno chiesto una casa per la comunità, l’arte e la natura, unite e comunicanti. Noi abbiamo progettato per loro una città in scala ridotta”. Con questa dichiarazione di grande impatto, gli architetti dello studio Andrew Maynard Architects presentano uno dei loro più recenti progetti. Si tratta dell’intervento di ristrutturazione di una “Tower House” nelle immediate vicinanze della città di Victoria, in Australia.

Vivere in una torre

Secondo la nuova disposizione degli spazi, la torre originale ospita le due camere per i bambini, un bagno e spazi per il gioco, mentre un nuovo volume è stato progettato per dare spazio alla camera padronale, la cucina e gli altri ambienti della zona giorno. L’organizzazione degli spazi è stata a lungo meditata e ragionata, dopo diverse riunioni e conversazioni fra i progettisti e la famiglia, in modo da riuscire a trovare un punto di incontro e confermare l’identità della casa: si voleva che diventasse un luogo allegro e confortevole, in cui la natura avesse un ruolo predominante e la flessibilità d’uso fosse parte integrante. I genitori, i proprietari, sono attenti all’ambiente, vivono all’aria aperta e seguono, nella loro quotidianità, diverse attività artistiche.

Desideri su misura

Il contesto è stato molto importante nell’elaborazione del progetto: il sito si trova infatti, vicino al fiume Yarra e ad un parco urbano, ma è abbracciato da due strade carrabili e, a breve distanza, ci sono agglomerati urbani con identità molto deboli. Anche per questo motivo, il progetto si è sviluppato verso il suo interno, riuscendo comunque a creare una successione di spazi molto articolati, tanto da dare la percezione di non abitare in una singola casa ma in un piccolo villaggio. Qual è la prova? La differenziazione netta fra gli spazi e la loro funzione; alcuni esempi: la torre è totalmente dedicata ai due gemelli di otto anni ed è stata progettata in modo da stimolarne la fantasia; S voleva una biblioteca per sé, che fosse il suo luogo di meditazione e concentrazione, qui una scrivania è stata rivolta verso il verde e le librerie sono in severa successione e, quindi, in contrasto con l’interior design per la torre; P voleva uno spazio privato e gli architetti l’hanno recuperato nel secondo piano e disegnato seguendo criteri legati al minimalismo e alla totale funzionalità. Inoltre, principio trasversale ad ogni richiesta e ad ogni spazio privato, si voleva che la casa fosse permeabile ai cambiamenti, quindi che la flessibilità fosse tra i principi progettuali fondanti. Così è stato: quando i gemelli cresceranno la loro torre potrà essere facilmente riorganizzata e lo stesso criterio vale per gli altri ambienti residenziali.

Ma, oltre alle scelte legate all’interior design e alla composizione degli spazi, il progetto ha rispettato, in ogni fase, la volontà di contenere i consumi e di usare principalmente materiali naturali e garantiti. Per questo, la struttura è in legno, a riforestazione certificata, e le aperture, fra porte e finestre, sono state studiate e collocate in modo da ottimizzare l’irraggiamento in ogni stagione, oltre ad ospitare infissi e vetrate di ultima generazione.

Una casa naturale e sostenibile

Grazie alla ventilazione naturale e alla disposizione in pianta degli spazi non è stato necessario inserire un impianto di climatizzazione e un sistema di riuso dell’acqua ne consente il recupero. Le coperture sonostate sostituite e coibentate in modo da diminuire drasticamente la dispersione di calore.