Foresta urbana

Foresta urbana: il verde e la città

L’architetto Karin Standler ha scelto Vienna, la sua città, per un ambizioso progetto di foresta urbana commestibile, da realizzare in una zona periferica e ispirandosi al corridoio verde del Danubio.

È un giardino la foresta urbana

Foresta urbana«Il punto di partenza è di creare uno spazio aperto di “foresta giardino”, capace di mettere insieme le piante, scelte in base a criteri di compatibilità botanica, come farebbe la natura, ma con il tocco estetico dell’architetto».

La foresta giardino è un «giardino per tutti», un luogo di contatto con la natura, «perché porta le persone a toccare il paesaggio in cui vivono». Ha una valenza ecologica, ma anche di aggregazione urbana e collettiva.

Il progetto si evolve

Come le foreste, in cui l’uomo viveva alle origini, è pensata per essere almeno in parte creatrice di cibo, con varietà vegetali edibili, che possono rappresentare anche una scommessa di sostenibilità per la nutrizione del pianeta.

Il progetto, poi, «combina ecologia, design e utilità, perché da un lato crea un habitat naturale per incoraggiare e conservare la bellezza della natura, dall’altro offre servizi, con percorsi ciclabili, aree pic nic, zone informative».

Cosa succede da noi

In Italia, un concetto simile è stato applicato nell’operazione di recupero della zona palustre del quartiere della Magliana, a Roma. «Il verde urbano non è solo ecologia, qualità dell’aria, microclima. È soprattutto recupero di spazi abbandonati, libertà e partecipazione civica » spiega Maria Cristina Tullio, architetto del paesaggio e autrice del progetto di recupero dell’argine del Tevere nella Capitale. Un progetto che i cittadini chiedevano da 40 anni e che ha visto la luce un anno e mezzo fa.

«Qui era una selva, circondata da cemento – racconta – una zona pericolosa e abbandonata al degrado». Ora, nei 9 ettari diventati la “passeggiata”, convivono l’ecosistema fluviale e un parco pubblico, teatro di molte attività, un catalizzatore di energie di cui i cittadini sono il vero motore. Sono state realizzate scale, una rampa per i disabili e le biciclette, piste ciclabili, un anfiteatro, attrezzature sportive e le vasche di fitodepurazione dimostrativa, che hanno coperto le idrovore. Bonificato il canneto, che sovrastava la golena, sono stati piantati 52 nuovi alberi ripariali, 1.274 nuove piante palustri e acquatiche, 835 arbusti di piante mediterranee.

 

 

 

a cura di Mariachiara Giacosa