E-bike: in sella con la natura

Cresce in Europa il mercato della e-bike, ovvero delle biciclette a pedalata assistita. Ma l’Italia è ancora fanalino di coda, con una tendenza negativa. Colpa dei prezzi troppo alti o della scarsa conoscenza del prodotto?

Chi vuole un’e-bike?

Per scattare un’instantanea, basta un rapido confronto. Le vendite di bici a pedalata assistita in Europa sono cresciute del 25,6% nel 2014, superando il milione di unità. Al vertice della classifica c’è la Germania, seguita da Olanda e Belgio. Soltanto quinta l’Italia che nel 2014 ha visto calare le consegne dello 0,5% attestandosi a 51.156 unità, poco meno delle 51.405 del 2013. Uguale: il nostro Paese, nonostante le condizioni climatiche favorevoli, pedala ancora troppo poco in modalità assistita. Da considerare che il Bel Paese è primo in classifica sia come produzione di bici (più di 2,7 milioni di esemplari) sia di componenti, ma occupa soltanto il quarto posto nelle vendite totali e il quinto di quelle elettriche.

Moltissimi vantaggi

Eppure i vantaggi garantiti dalle cosiddette e-bike sono molti. Una vera alternativa a moto e motorini: per spostarsi in modo più “ecofriendly”, ma senza troppa fatica fisica. «Un gap – spiegano gli esperti – dovuto in parte ai costi elevati di questi veicoli, ma in parte anche alla scarsa conoscenza del prodotto e a un approccio culturale che identifica la bicicletta come un mezzo da utilizzare sempre di più nel tempo libero, ma ancora poco nelle necessità di spostamento quotidiane».

MA COSA È UN’E-BIKE?

Il termine è ambiguo e fa riferimento a due prodotti distinti: la bici a pedalata assistita o pedelec, dotata di un motore che si attiva solo con la spinta sui pedali del ciclista; tutte le altre biciclette con un motore elettrico, che si regola indipendentemente dalla forza esercitata dal conducente.

La prima tipologia di mezzi è normata dall’articolo 50 del Codice della strada, può percorrere le ciclopiste o essere usata come una normale bicicletta. Il motore deve avere una potenza massima di 250 W, deve attivarsi solo quando il guidatore sta pedalando e disattivarsi alla velocità di 25Km/h.

Le bici elettriche che funzionano senza pedalare ricadono, al contrario, nella categoria dei ciclomotori (articolo 52) o motoveicoli (articolo 53), a seconda della potenza. Per guidarle servono casco, assicurazione, targa, patente e certificato di circolazione.

In Italia, in genere, la parola e-bike o bicicletta elettrica si riferisce ai mezzi a pedalata assistita.

COSA OFFRE IL MERCATO

Le city bike a pedalata assistita sono le più diffuse sul mercato.

Agili sui percorsi ciclabili e su strada, si distinguono per ampiezza di modelli e personalizzazioni degli allestimenti. La pedalata assistita si sta diffondendo anche nel settore delle mountain bike.

Diverse aziende stanno ampliando la propria offerta con modelli pieghevoli, adatti a essere usati in funzione di una mobilità integrata.

DOVE SI COMPRA UN’E-BIKE

Il primo indirizzo a cui rivolgersi è un negozio specializzato. Nei dealer di settore l’assistenza è professionale: qui il cliente può trovare la consulenza necessaria per scegliere un veicolo e dotarlo di tutti gli accessori connessi, compresi ricambi e abbigliamento.

La grande distribuzione specializzata in attrezzatura sportiva si aggiudica una buona quota del mercato. Infine, è possibile trovare qualità e varietà di modelli anche nella grande distribuzione organizzata.

I PREZZI

Per un’e-bike di fascia media il prezzo si aggira fra i 1.100 e i 1.400 euro. Ma esistono modelli molto più costosi. Il valore in genere dipende dalla qualità dei sistemi montati (motore, batteria, freni, cinghie di trasmissione), dal peso del telaio, dalla velocità che il mezzo può raggiungere. Non ultimo, a incidere sono il design del telaio e gli optional.Il prezzo di base sale oltre i 2mila euro per le e-mountain bike. Qualsiasi sia la scelta verso cui ci si orienta, meglio diffidare di modelli troppo economici: lo sconto potrebbe nascondere scarsa qualità.

 

 

A cura di Marilena De Giorgio

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