Costruire una casa per due sorelle

La richiesta allo studio spagnolo Alventosa Morell Arquitectes (costituito da Josep Maria Alventosa, Marc Alventosa e Xavier Morell, con sede a Barcellona e Lleida) era precisa: le committenti, due sorelle, volevano una casa bioclimatica, dove vivere vicine, ma in unità indipendenti, a Molins de Rei, alle spalle della capitale catalana.

La risposta dei progettisti è un edificio dalle forme molto semplici, un parallelepipedo di legno, che emerge dalla pendenza naturale del terreno, aprendosi alla vista del grande parco naturale del Collserola.

La superficie relativamente ridotta dell’edificio (poco più di 170 metri quadrati) ospita due alloggi identici e simmetrici, organizzati su un unico livello, distinti ma all’occorrenza collegabili, attraverso una porta interna.

Costruire una casa… o due?

Ciascuna residenza dispone di una terrazza che, oltre a estendere idealmente lo spazio del soggiorno, consente di mantenere gli ingressi separati, anche visivamente, tutelando la privacy.

Dal punto di vista strutturale, due muri di calcestruzzo dall’accurata finitura superficiale, disposti parallelamente alle curve di livello, definiscono il basamento della costruzione, in maniera tale da alterare il meno possibile la naturale pendenza del terreno (circa il 30%). Al di sopra di questo podio, l’abitazione vera e propria è costituita da un fabbricato in legno lamellare (abete rosso, un legno locale), che risolve lo sbalzo verso valle con travi-parete.

Alta resa energetica

L’esterno dell’edificio, senza distinzioni, è completamente rivestito da tavole dello stesso materiale. Il tetto, piano, è invece costituito da una copertura sempreverde in sedum, che, oltre a contribuire efficacemente alle caratteristiche bioclimatiche della casa, la integra visivamente nel paesaggio.

Sotto l’aspetto energetico, per catturare le radiazioni solari durante l’inverno, il lato sud è caratterizzato da una sequenza praticamente continua di serramenti vetrati scorrevoli, arretrati rispetto alla facciata per definire un loggiato protetto e schermabili con tende avvolgibili. Al contrario, la parete nord presenta aperture più piccole, disposte così da permettere un’efficace ventilazione incrociata naturale durante l’estate. Il taglio lineare sulla copertura è, inoltre, studiato, oltre che per l’illuminazione dei disimpegni, anche per contribuire alla captazione solare passiva durante l’inverno.

Una casa passiva: progetto d’eccellenza

Queste attenzioni, unite a un oculato impiego delle pareti ventilate, di isolanti naturali e all’utilizzo, per il riscaldamento, di un caminetto per appartamento, hanno consentito all’edificio di centrare appieno i requisiti di casa passiva, con una necessità energetica di appena 9 Kwh/m2 anno. La chiarezza e la semplicità dell’edificio non va, infine, a discapito della gradevolezza degli ambienti interni: le grandi vetrate illuminano – in un caso – i soggiorni passanti, che integrano lo spazio cottura, e – nell’altro – le camere padronali (letto o studio); le camere principali sono collegate ai soggiorni anche da passaggi collocati in aderenza alla facciata sud.

Ulteriori camere da letto sono ricavate sul lato nord, mentre i bagni, aerati dall’alto, sono accessibili sia dai piccoli disimpegni che direttamente dalle stanze.

Finiture e criteri di semplicità

Le finiture interne riflettono i criteri di semplicità dell’intero progetto: la struttura in legno della copertura è lasciata a vista e si riflette nei pavimenti dello stesso materiale. Le divisioni sono risolte con pareti armadiate dal disegno minimale.

La stessa essenzialità caratterizza gli arredi, dove prevalgono i toni del bianco, del grigio e del legno naturale.

 

A CURA DI DAVIDE ROLFO

FOTO DI ADRIÀ GOULA PHOTO

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