Rifugio bio

Un rifugio bio è un’utopia? Non proprio. Progettata per poter fruire della natura selvaggia e delle coinvolgenti atmosfere dell’inverno canadese, la Luge è una residenza di vacanza a La Conception, Laurentides, nel Québec, quasi nascosta in mezzo a un bosco, circondata da una fitta vegetazione che ne sottolinea le caratteristiche di rifugio solitario, custode di una privacy totale.

Anche l’edificio, pur dai tratti così contemporanei, si inserisce con armonia in un contesto ambientale incontaminato, grazie alla forma che mantiene bassa l’altezza totale della casa che si configura come un volume unico, leggermente sollevato da terra grazie al basamento seminterrato, con un tetto a falda inclinata.

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La casa, progettata dallo studio YH2 degli architetti Marie-Claude Hamelin e Loukas Yiacouvakis con base a Montréal (), risulta così quasi “adagiata” (il nome dello chalet è infatti “La luge”, che in francese significa “lo slittino”) al suolo e sembra far parte da sempre del paesaggio, pur attingendo a stilemi architettonici molto attuali.

Ad enfatizzare il legame strettissimo con l’esterno è la possibilità di immergersi quasi in esso, pur protetti all’interno dell’abitazione, e l’uso di ampie vetrate con vetri bassoemissivi che salvaguardano l’alto indice di isolamento delle pareti.
Lo chalet, che ha un’estensione totale di spazio abitabile di circa 120 metri quadri, prevede una spa con una sauna, dalla quale si gode una vista unica, che occupa quasi un terzo dell’area disponibile e si affaccia, attraverso una parete scorrevole, sull’esterno dove è installata una minipiscina idromassaggio circolare. Il resto del piano terreno è composto dai tradizionali spazi living di una residenza immersa nella natura, caratterizzata da una confortevole sensazione di calore.

La forma architettonica dell’edificio risponde a un’esigenza di compattezza, per usufruire al meglio dell’isolamento termico della struttura, ottenuto attraverso l’utilizzo del rivestimento esterno in legno.

Dal punto di vista volumetrico, il progetto ha creato due parallelepipedi distinti che entrano uno nell’altro e si integrano su due livelli diversi: quello maggiore, con una finitura esterna il legno di larice chiaro, e quello più piccolo scuro, con l’utilizzo di una finitura esterna in metallo grezzo, che acquisterà colorazioni e sfumature interessanti con l’andare del tempo. Siccome la casa accoglie spesso alcuni ospiti, gli spazi sono definiti in modo da essere riconfigabili con flessibilità, grazie ad alcune grandi pareti scorrevoli che determinano varie geometrie interne: la camera dei ragazzi può essere così trasformata in una camera per gli ospiti o in un’estensione del soggiorno sul quale si apre.

Il materiale che viene utilizzato per le finiture interne è soprattutto il legno: oltre al cedro per i rivestimenti esterni, i pavimenti, le pareti e i soffitti interni sono in cedro, noce e rovere. Questa scelta conferisce all’involucro architettonico l’aspetto di una sorta di guscio protettivo, aperto in alcuni punti, attraverso ampie vetrate, su un paesaggio eccezionale. La posa dei listoni, in orizzontale per l’esterno e per le pareti interne, determina un dinamismo che quasi sottolinea il l’aderenza al suolo della casa e la sua appartenenza al territorio.

L’arredamento è semplice e quasi basico: il soggiorno, con comodi divani rivestiti in tessuto chiaro, si sviluppa attorno a un camino centrale a legna in acciaio Ergofocus di Focus, una soluzione di riscaldamento suggestiva e integrata da un sistema di pannelli radianti a pavimento. L’arredo della cucina, della camera da letto e gli altri elementi in legno sono stati realizzati su misura dalla falegnameria-ebanisteria La Fabrik, che può contare su una grande esperienza artigianale nelle costruzioni in legno.