Arredare con i pallet: un esempio da seguire

Arredare con i pallet è una tendenza, una soluzione, una strategia, che permette di rendere la casa più interessante, come anche il giardino, salvaguardando l’ambiente perché ci fa usare materiale di recupero. I pallet si trovano facilmente, sono facili da trasportare, si “sistemano” in poco tempo con una levigatura e una verniciatura e possiamo usarli per comporre mobili ad hoc. Un ottimo esempio del loro riutilizzo è quello fatto dal bar La Strega di Fidenza.

La Strega di Fidenza

A guidare lo studio Scardulla&Robbiano ArchitectureLab (llab) nella riqualificazione del bar La Strega di Fidenza è stato un unico filo conduttore: l’utilizzo del legno. Il progetto, nel 2014, ha portato a una completa ristrutturazione dello spazio, con l’obiettivo di coniugare le esigenze funzionali della committenza e la ricerca di una nuova qualità degli ambienti, connotati da una preesistente e vincolante geometria, stretta e lunga.

Arredare con i pallet

L’idea di dividere il locale in tre sezioni – desk, stand-up, dining – ha permesso di proporre tre linguaggi spaziali differenti per misure, uso e ambientazione.

Il tutto mantenendo ferma l’unità compositiva attraverso un segno distintivo comune: l’impiego per i rivestimenti del legno di recupero da pallet, materiale capace di trasmettere luminosità e calore e di sottolineare una precisa scelta di campo, a favore della qualità artigianale dei prodotti proposti alla clientela.

Il risultato ottenuto è quello di un bar semplice, ma allo stesso tempo ricercato, di chiara influenza scandinava.

Soluzioni interessanti

Per recuperare il senso di profondità, l’ambiente è stato scandito con l’inserimento di nastri funzionali, che come costole circuiscono lo spazio fino a formare un cono ottico.

Le stesse costole, composte da un susseguirsi di doghe, fissate a una distanza di 19 millimetri l’una dall’altra, sono servite a definire porzioni di pareti attrezzate e ulteriormente attrezzabili, con l’inserimento nelle fughe di mensole, vassoi e appendiabiti, a seconda delle necessità. I tavoli, che chiudono nella parte più bassa le costole e ne rappresentano l’appendice a terra, sono rivestiti di Valchromat (un derivato del legno), così da garantire una globale sostenibilità del progetto. Le sedie dialogano, infine, in cromia con il pantone verde in parete, evidenziando ulteriormente il distacco creato dall’elemento verticale delle doghe, testimonianza del commercio locale.

 

 

DI ALESSANDRA VALSECCHI

FOTO DI ANDREA BOSIO

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