Argilla e legno per una vita salubre

Argilla e legno per una vita salubre

È nel nodo centrale dell’edificio che si ritrova la sua identità, ciò che la contraddistingue e che permette di definirla una casa salubre e sostenibile: si tratta del suo polmone, un muro composto da strati di argilla battuti, usato per la divisione spaziale, ma non solo. L’argilla, infatti, assorbe l’umidità nei momenti di esubero, sia in occasione di stagioni particolarmente umide o in momenti particolari, come durante il bagno o la doccia, ed è in grado di rilasciarla quando l’aria è troppo secca. Regolatore naturale di umidità, la parete in argilla è stata scelta dai progettisti, gli architetti e ingegneri dello studio Casati – Hub for Architecture and Research, come elemento in grado di definire l’intero progetto.

Situato a San Martino in Badia, nelle vicinanze di Bolzano, l’edificio è composto da una struttura in legno poggiata su fondamenta in cemento. La fase esecutiva è stata semplice e rapida: sulle fondamenta è stata posata la casa in legno, dalle cui pareti escono i “quadri”; secondo l’espressione dei progettisti “le fondamenta di cemento sono cresciute come un fungo e sono poi uscite dalle finestre. Noi li chiamiamo quadri perché sono stati progettati per ottimizzare la vista panoramica dagli interni verso l’esterno; per esempio, seduti sul divano si può osservare il castello di San Martino in Badia come se fosse incorniciato“.

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Per lo stesso motivo, cioè per sottolineare la vista sulle montagne, le finestre hanno posizioni asimmetriche e sfasate sui prospetti. In dettaglio, negli ambienti residenziali più vissuti, fra cui la cucina e il soggiorno, sono stati posizionati dei veri e propri cubi vetrati, dentro cui ci si può anche sdraiare. Due finestre piccole, di 25 centimetri di larghezza, allineate al pavimento in camera da letto e in soggiorno, rappresentano un’ulteriore variante sul tema: sono state pensate per i bambini piccoli, quando ancora gattonano, e permettono anche a loro di osservare il panorama esterno. Grazie ai criteri costruttivi, considerando i materiali utilizzati, l’orientamento dell’edificio, le soluzioni introdotte per favorire il risparmio energetico e le scelte impiantistiche, questo progetto ha ottenuto la certificazione CasaClima B.

Come elementi costruttivi sono stati usati unicamente materiali primari: il terrastone per coprire le mura interne, rivestimenti per i pavimenti a base di cemento e, nella maggior parte degli ambienti, in legno di frassino piallato. Anche i prospetti esterni sono stati rivestiti in legno; qui si tratta di frassino cotto a vapore, particolarmente resistente alle intemperie, anche in condizioni climatiche aspre. I prospetti sono stati studiati in modo da rendere il legno il vero protagonista; per favorire questa scelta stilistica, le grondaie si trovano per intero sotto il guscio di frassino. La distribuzione degli ambienti segue una gerarchia tradizionale. Al primo livello si trova la zona giorno, dove la parete in argilla battuta funge come divisorio fra la cucina e il soggiorno.

La scala, con gradini in legno appesi alla parete perimetrale, accompagna verso il secondo livello, occupato dalla zona notte. Qui la metratura disponibile è stato organizzata in modo da ospitare tre camere da letto e due bagni; la continuità compositiva con le scelte architettoniche messe in atto nella progettazione del piano terra sono evidenti sia nella linearità della divisione fra gli ambienti, sia nelle scelte materiche. Anche qui protagonista è la parete in argilla, particolarmente adatta per la notte, momento in cui il controllo igrometrico dell’aria facilita il sonno e garantisce salubrità agli ambienti. Anche su questo livello la distribuzione delle finestra rappresenta un tratto distintivo nella progettazione degli architetti dello studio Casati.

La prima particolarità si trova nel primo bagno, dove la doccia è stata posizionata in un angolo rivolto verso il bosco che circonda il retro dell’edificio; per usufruire appieno di questa vista panoramica, la doccia è stata progettata in modo da sporgere dalla costruzione, coperta da un vetro satinato. Sul vetro, inoltre, sono state studiate della aperture non opache in modo da permettere a chi fa la doccia di vedere il panorama esterno. La camera da letto padronale ospita un’altra soluzione originale: la finestra segue la linea della copertura; in questo modo, una volta sdraiati sul letto, si può ammirare il cielo stellato. L’abbondanza di aperture e di superfici finestrate consente all’illuminazione naturale di diffondersi e, di conseguenza, riduce il ricorso all’illuminazione artificiale, contribuendo al risparmio di risorse. Anche la distribuzione degli spazi è stata studiata per ottenere i massimi benefici dal sole e contenere i consumi legati alla climatizzazione.

di Antonia Solari foto di Gustav Willeit