piazza pubblica

Progettare spazi collettivi

L’idea di trasformare alcune strutture, come scuole, ospedali, biblioteche o depuratori, in nuovi spazi pubblici per la città, con funzioni che cambiano a seconda delle necessità di uso collettivo, è il fulcro del pensiero architettonico dello studio C+S Architects, fondato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini.

Il principio cardine intorno a cui ruota tutto il lavoro dei due architetti è semplice: uno spazio pubblico è un concetto che non ha nulla a che fare con la proprietà di un’area o un edificio. È un luogo, anche privato, le cui funzioni dipendono dalla comunità che può farne un utilizzo condiviso. L’architettura sta già facendo sforzi in questo senso, individuando potenzialità in tutte quelle strutture capaci di generare connessioni con ciò che li circonda.

Le scuole

Gli edifici scolastici, più di altri, coincidono con quelli definiti “adattatori”, cioè luoghi dislocati in modo omogeneo nei diversi quartieri, in cui si incrociano varie potenzialità. Punto di snodo di una vasta rete di infrastrutture e servizi, possono essere definiti centri multifunzionali.

Un esempio è costituito dalla scuola primaria di Chiarano, dove i progettisti hanno inserito di comune accordo con il sindaco, la biblioteca comunale, aperta oltre l’orario delle lezioni.

“L’intervento architettonico non deve sempre coincidere con un manufatto costruito. A volte è sufficiente inserire una fila di alberi o di elementi naturali, per cambiare il volto di uno spazio aperto. Così come, altre volte, occorre ragionare per progettare un vuoto. Il passato può essere reinterpretato in modo utile per il futuro, considerando che la parola eredità include un patrimonio non solo materiale ma anche intangibile, di saperi che possono essere messi a frutto e reimpiegati.”

Riferiscono gli architetti, vincitori di numerosi concorsi internazionali e di premi, tra cui la Medaglia d’oro dell’Architettura Italiana nel 2012 e nel 2006 per il settore educazione.