edificio in mattoni

Intervista a Paolo Zermani: il mattone come protagonista

Abbiamo intervistato Paolo Zermani, architetto italiano di grande prestigio, originario di un Paese nella Provincia di Parma.

In tutte le sue opere il laterizio è una chiave distintiva. Per questo motivo gli abbiamo chiesto se si tratti di un materiale da costruzione ancora attuale e moderno.

“Il mattone è semplicemente il materiale più usato da duemila anni, nei luoghi dove mi sono trovato a costruire. Un elemento straordinario e durevole e, in fondo, il primo tipo di prefabbricazione”.

Spiega Zermani, aggiungendo che nel corso del tempo la scelta dei materiali è sempre stata legata alle caratteristiche del suolo e al tipo di costruzione. Tale meccanismo è stato interrotto solo nel ventesimo secolo, con l’introduzione di soluzioni più commerciali.

Il mattone si addice ai concetti di sostenibilità e risparmio energetico?

“La necessità di dotare le abitazioni contemporanee di tecniche di contenimento energetico viene risolta attraverso l’applicazione di attrezzature ingombranti di efficacia limitata. Si concepiscono edifici improbabili o facciate travestite con piante e vasi di fiori, nel nome dell’urgenza e di un’ambita compatibilità ambientale. L’equivoco messo in scena distrae dalla vera ricerca sui materiali.”

aggiunge l’architetto.

Per Zermani il mattone è soltanto la logica conseguenza di una continuità ambientale e costruttiva. Non a caso, in Casa Zermani, uno dei progetti più suggestivi della sua produzione, il mattone regna incontrastato sia all’esterno che all’interno.

Casa Zermani

occhio casa zermani

“La casa affiora dal suolo, appoggiata sul sedime di vecchie fornaci di mattoni, a tre metri lineari dalla quota di superficie”

descrive dettagliatamente l’ideatore.

L’abitazione si contraddistingue per il grande “occhio” centrale su cui ruotano gli altri ambienti domestici, in particolare la biblioteca, il luogo in cui la verità della casa e delle cose si raccoglie. I mattoni sono a vista sulle pareti, dando continuità agli spazi.

Contrapposto all’occhio, un grande camino.

L’interpretazione di Phaidon

“C’è chi ha parlato di un occhio rivolto alla tragedia contemporanea del paesaggio. Chi più pacatamente, lo ha paragonato a un rosone e alla tradizione delle vicine chiese romaniche padane, ma l’interpretazione più interessante e vicina alla mia è stata quella della rivista Phaidon. Un occhio per guardare contemporaneamente, fuori e dentro se stessi”

ha concluso Zermani.

casa in laterizio