In edicola il numero di gennaio/febbraio 2018

Viviamo nell’epoca della sharing economy . È questa – dopo “risparmio energetico” e “comfort” nell’edificio – una delle parole d’ordine della società contemporanea. Tutto si può dividere: dalla casa alla mobilità.

Eppure, mai come in quest’epoca storica il settore delle costruzioni sta riscoprendo l’individualità. L’edificio, oggi, è in grado di produrre da sé l’energia necessaria a funzionare, a riciclare acqua, a scaldare gli ambienti. In questa doppia realtà, sorge spontanea una domanda: la strada giusta è l’indipendenza o la collaborazione? Ciascuno deve pensare per sé o tutti dobbiamo pensare agli altri? La risposta crediamo sia due volte affermativa. Poter contare su case autonome come quelle che vi mostriamo in questo numero di Casa Naturale (nella cover story, ma anche nel progetto di copertina) rappresenta, infatti, un enorme salto in avanti della tecnologia. Al tempo stesso, solo un modello di economia impostato sulla logica della condivisione e del bene comune potrà aiutare il Pianeta a superare la crisi ambientale e a garantire l’approvvigionamento di risorse necessarie all’uomo per vivere bene.

Dalla bicicletta free floating, di cui raccontiamo il boom ai modelli innovativi dell’abitare: come la giovane associazione HousingLab, che ha deciso di mappare i progetti del vivere collaborativo, mettendo in rete le esperienze e offrendo consulenza a chi, al posto di staccarsi, vorrebbe condividere di più. Fino a imprese come l’altoatesina Holzius, che prima di scommettere sul prodotto, punta sul capitale umano e che come sogno nel cassetto ha quello di aumentare la qualità della concorrenza, per creare un mercato virtuoso.

Solo mettendo in comune conoscenze, progetti e servizi sarà possibile garantire a tutti un migliore standard di vita . Un tema che sarà al centro di Klimahouse 2018, la fiera sull’edilizia sostenibile, a Bolzano dal 24 al 27 gennaio. Tredicesima edizione. Noi di Casa Naturale  ci saremo.

Il direttore

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