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La cura del giardinaggio e le regole per la giusta irrigazione

Innaffiare le piante del terrazzo o il giardino di casa è una pratica che viene svolta, spesso, in modo non corretto. Orari sbagliati, dosi d’acqua troppo elevate e punti d’irrigazione non esatti, sono solo alcune delle  abitudini che in molti hanno adottato da anni, ma che non aiutano affatto la crescita sana della vostra flora.

Vademecum per l’irrigazione

Le piante avrebbero bisogno d’acqua dal tramonto all’alba, ma dato che in quello stesso arco di tempo si svolgono la maggior parte delle attività umane, la soluzione migliore è quella di installare un sistema di irrigazione. Ne esistono moltissimi e possono essere utilizzati anche per le terrazze degli appartamenti cittadini. A questo proposito è intervenuto il responsabile dell’azienda Giambenini, Marco Vanini, che da cinque generazioni progetta parchi, giardini e terrazzi e si occupa dei rispettivi sistemi di irrigazione, compreso quello di Gardaland:

Che si tratti di piccoli giardini privati o grandi parchi, i metodi
di irrigazione seguono sempre
gli stessi principi.
Per il prato si usano, in genere, irrigatori statici o dinamici. I primi coprono piccole aree e si regolano alla distanza desiderata; quelli dinamici sono dotati di turbine che girano, regolabili con diversi gradi di angolazione: possono fare ad esempio un giro completo di 360° o fermarsi a 30°”.

Le regole per l’innaffiamento del giardino, o delle piante non sono molte e vanno, comunque, sempre adattate al tipo di terreno che si deve trattare, o al genere di pianta e prato con cui si ha a che fare. In generale, però, bisogna avere cura di:

  • utilizzare i sistemi d’irrigazione a goccia per le piante in vaso. Gli impianti composti da ali gocciolanti, cioè tubicini dotati di valvole, regolano la fuoriuscita dell’acqua goccia a goccia. Per le piante perenni ci sono sistemi che possono essere interrati.
  • Adottare un sistema d’irrigazione automatizzata per i giardini condominiali o privati. Questa soluzione è vantaggiosa da diversi punti di vista, in quanto c’è un minor spreco di acqua e quindi un risparmio di risorse economiche e naturali notevole, nonché di tempo.
  • Innaffiare il terreno sempre nelle prime ore della mattina, intorno alle 5.00 o alle 6.00 e per di quindici minuti al massimo. Le piante in vaso, invece, hanno bisogno di una grande quantità d’acqua, ma solamente un paio di volte alla settimana e sempre nelle ore serali, questo permetterà alla flora di abituarsi a sopportare la sete nelle giornate di caldo torrido, senza patirlo troppo.
  • Zappettare leggermente intorno al fusto degli alberi, o delle piante, rompendo appena la crosta del terreno, specialmente in primavera. Questa pratica aiuterà l’assorbimento dell’acqua proprio intorno alle radici.
  • Adottare il metodo della piacciamatura, cioè ricoprire la base delle piante di materiali organici quali corteccia, foglie secche, o gusci di frutta secca. Pare che in questo modo, diminuisca l’evaporazione dell’acqua, e che il terreno si mantenga umido e idratato;
  • Non esagerare con l’acqua. In genere, quando l’apporto di acqua è superiore alla necessità reale, è la pianta stessa a farlo capire. Si possono notare macchie sul fogliame, fiori marciti o presenza di muschio sul tronco. In tal caso si deve spostare la pianta in un terreno che sia fresco, miscelato con sabbia e con un fondo di ghiaia o argilla, i quali contribuiscono a evitare il ristagno.
  • Ricordare che le piante nei vasi di terracotta hanno bisogno di una maggiore quantità d’acqua, in quanto, la superficie di questo materiale, è porosa e tende ad assorbire molta dell’acqua che viene fornita alle piante.

La cosa migliore per capire quanto innaffiare il terreno e se il metodo adottato è giusto, è controllare con le proprie mani dello stato del terreno e delle foglie: se emanano freschezza, significa che la pianta non ha sete; se, invece, al tatto avvertite calore, vuol dire che la pianta ha bisogno d’acqua, perché, per fattori simili alla sudorazione umana, il fenomeno dell’evaporazione dell’acqua è causa di disidratazione nelle piante.

Soluzioni per l’irrigazione

In commercio esistono moltissimi sistemi di irrigazione che si adattano ad ogni genere di necessità. Dal grande giardino di una villa, ai vasi del balcone di un appartamento, ogni tipo di vegetazione ha bisogno della  giusta dose d’acqua e del metodo d’irrigazione adatto:

  • Solo-Drip. È la linea completa della Hunter, una tra le maggiori case di produzione di materiali nel capo dell’innaffiamento, che propone un sistema di microirrigazione. Formato da otto getti d’acqua, ravvicinati tra loro, questo articolo, fornisce l’acqua solo dove necessaria, evitando gli sprechi;
  • Sundar Italia. Un’ottima scelta se si hanno giardini verticali, interni o in outdoor. Questa casa progetta impianti d’irrigazione automatica con controllo da remoto. In altri termini, tramite una centralina vengono programmati gli orari per la fertirrigazione, un sistema che prevede la presenza di fertilizzanti nell’acqua, in base all’area geografica e alle stagioni. Questi irrigatori vengono attivati tramite sensori che rilevano la temperatura dell’aria.
  • Smart System. Linea che nasce dalla Gardena, per semplificare la vita di chi ha poco tempo da dedicare al proprio giardino. Questo sistema intelligente, permette di controllare moltissime cose, tra cui il livello di umidità, l’intensità della luce e la temperatura, grazie ad un’app. In base alle caratteristiche descritte, si può scegliere che tipo di irrigazione utilizzare.
  • L’azienda americana Toro, che vanta un secolo di esperienza nella cura del giardinaggio, offre nei suoi store, un’ampia gamma di soluzioni per l’irrigazione privata o professionale, tra cui gli irrigatori a pioggia, utili nei grandi spazi, e molti programmatori elettronici gestibili da app specifiche in remoto.