impianto geotermico

Impianti geotermici, una miniera ecologica

L’energia geotermica oggi più che mai può essere sfruttata per la climatizzazione e l’acqua calda sanitaria.

L’impianto geotermico infatti, garantisce riscaldamento o raffreddamento a costi accessibili, grazie allo sfruttamento dell’energia termica del sottosuolo.

Affinché un sistema geotermico, oltre alla climatizzazione, garantisca anche l’approvvigionamento di acqua calda sanitaria, ogni impianto è costituito da tre sottosistemi:

  1. sonde di captazione dell’energia termica
  2. pompa di calore geotermica
  3. serbatoio di accumulo e stoccaggio

geotermia

Mentre le sonde di captazione sono tubature in polietilene con la funzione di estrarre il calore, la pompa di calore ha il ruolo fondamentale di scambiare il calore estratto, con il liquido vettore.  

Qualsiasi tipologia di impianto geotermico venga scelta, la durata media è di 20 anni per la pompa di calore e 100 anni per le sonde, con costi che si aggirano intorno ai 20mila euro per una casa di 150 metri quadrati. Molto ovviamente dipenderà dalla tipologia di sonde installate.

Le sonde

È possibile distinguere due categorie di sonde, quelle orizzontali e quelle verticali. Le sonde orizzontali si sviluppano su ampie aree pianeggianti e possono raggiungere una profondità massima di 3 metri. La resa è quindi minore rispetto a quelle verticali, più costose anche per gli studi geologici necessari sul campo.

Le sonde verticali possono arrivare a misurare anche 100 metri ed in genere, per evitare possibili interferenze con le faglie acquifere, per utilizzarle viene richiesta l’autorizzazione delle pubbliche amministrazioni.

La geotermia da sola però, non basta a garantire le prestazioni energetiche dell’abitazione. Per implementare un impianto geotermico è indispensabile che quest’ultima sia stata edificata secondo i criteri di comfort e di efficienza. Solo così si risparmierà circa il 50/70%  rispetto alle soluzioni tradizionali.