Camini di Luce in Cile

Da una testa italiana, ma dall’altra parte del mondo, è nata una casa completamente autarchica. Si tratta di “Camini di Luce” e sorge a Santiago del Cile, dove due coniugi hanno affidato all’architetto Matteo Cornaglia e al suo collega Cristian Olivi la progettazione di una casa che consentisse loro di stare sempre a stretto contatto con la natura, rispettandola al 100%. Racconta Cornaglia:

Due clienti dal gusto molto moderno che ci ha dato totale libertà nelle idee. Solo una richiesta era perentoria. Quella di abitare in un fabbricato dove il contatto con la natura fosse totale. Marito e moglie volevano essere in grado di far vagare il proprio sguardo sul bosco circostante a partire da ogni ambiente di casa, anche dalla zona fornelli, in cucina.

La luce al centro del progetto

Protagonista assoluta del progetto, lo dice il nome stesso, è la luce: elemento cardine e immancabile di qualunque creazione architettonica. La scelta è stata quella di farla penetrare soprattutto dall’alto (dai “camini”, appunto), in modo da rinforzare l’impressione di essere immersi nel bosco. A seconda delle stagioni, il sole entra direttamente in inverno, mentre d’estate – sfruttando il rimbalzo di almeno un paio di pareti – arriva di riflesso, diminuendo l’impatto termico. Due, in particolare, le collocazioni scelte per i camini: uno per la zona giorno e uno per la zona notte.

Autonomia totale

L’autarchia degli impianti è stata più che un’indicazione, una necessità: la casa sorge isolata da qualunque rete di servizio preesistente. Per questo, è autonoma al 100%. L’energia elettrica è garantita da pannelli fotovoltaici, coadiuvati all’occorrenza da un generatore elettrico alimentato a gasolio; l’approvvigionamento di acqua è garantito da una tubazione, alimentata con un vicino corso d’acqua e collegata a un’autoclave, con un piccolo depuratore. Per il riscaldamento, invece, sono utilizzate due stufe a legna, una collocata nella zona notte e una – dal design più spiccato – per la zona giorno. Un’altra stufa, infine, riscalda l’acqua di una piscina nella zona terrazzo, ricavata riutilizzando una tipica botte di vino di quelle terre, tagliata a metà.

Costruzione antisismica

Il Cile, infine, è un Paese ad altissimo rischio sismico (il più alto al mondo, insieme al Giappone). Per questa ragione, la casa è stata costruita in legno, materiale che garantisce un’ottima resilienza e, al tempo stesso, una spiccata sostenibilità. La specie scelta è il pino, diffuso nel Paese, dove una pianta ricresce in una media di 15 anni e può essere tagliata senza intaccare l’equilibrio dell’ecosistema.

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